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• 07/03/2009 •
 
Bottigliette
Categoria: Ribelli

La gioia non è poetica
né popolare
né fa notizia

è fuori moda ed impudica
e se la ride degli schemi
.

Semplicemente

ti prende per mano
- o sei tu che hai scelto lei? -

in un mattino cupo

come la notte

sdegnando stelle di visi imbronciati.


Si espande ignara e splendida
cantando silenziosa
ciò che i filosofi non considerano
ma i buffoni praticano:
trasformare il dolore in esperienza
camminando a testa in giù
non interessa certo le tavole rotonde.



Postato da Fedorablog | 23:53 | commenti


• 01/02/2006 •
 
Piccoli Equivoci
Categoria: Dilemma

"L'amore e' un equivoco della ragione, un momento di ebbrezza euforica che poco per volta si trasforma e ci si rende conto che in effetti e' un equivoco. Piano piano nascono altri sentimenti, meno nebulosi e meno entusiastici, come l'affetto che porta al desiderio di confidenza, per finire in una sorta di di societa' omertosa che e' poi la famiglia. Che ti offre sicuramente dei vantaggi ma che e' comunque un'istituzione antisociale. Questo, per bene che vada...
La curiosita' nei confronti del prossimo e' una profondissima prova d'amore. Se non fossi ancora curioso di mia moglie probabilmente non l'amerei come l'amo."
(da una intervista a Fabrizio De Andre')

Postato da Fedorablog | 14:47 | commenti


• 01/06/2004 •
 
La Scodellatrice
Categoria: Poesia Umana

Per fortunati motivi professionali due volte alla settimana mi fermo nel capoluogo di ogni italica regione ed incontro ad uno ad uno oltre sessanta persone e la loro storia.
Se solo sapessimo…
«Stia tranquilla signora. E’ solo una piccola chiacchierata amichevole. Niente di ché. Vuole gentilmente fare una piccola presentazione e raccontarmi un po’di sé?»
E’ una signora alta, robusta, vestita di blu, del più bel completo che ha in casa. Le scarpe marroni dal tacco basso, comode, deformate dall’uso ma rispettosamente passate nel lucido. I capelli neri, che non hanno conosciuto tinte, le arrivano appena al collo, lisci, lievemente scalati, la scriminatura laterale lascia cadere un ciuffo che delicatamente poggia sul lato sinistro del volto. La sua voce è dolcissima, delicata e pura come quella dei bambini: scioglie i ghiacci artici.
«Mì me chiamo Lina, gò 58 anni e mi son pensionada. Gò avuto due figli maschi che ho allevato al meglio di me. Gò fato tutto per non far mancar nulla. Poi è morto mio marito e mì, mì me son trovà da sola. Ma i ragazi se son sistemati, sa?!»
«Sono contenta Lina. Lei dove vive?»
«... qui... in un piccolo paesino vicino Mestre.»
«E come si trova?»
«Mì, mì sto ben. Ma la vita è un po’ difficile… Sa, è tutto così caro.… mì gò pochi sghèi... gò un fitto da pagare di 520 Euro... sà, la pensione mia è di 450 Euro.»
«Ma... come fa a vivere signora Lina?»
(Gli occhi risplendono e si abbassano) «Arrotondo. …Tre volte a la settimana go và nella scuola elementare e metto la pasta nei piatti dei bambini… Mi domandano sempre, carini: “Cosa hai preparato da mangiare oggi, Lina?” ... Son convinti che cucino io… ma io verso solo il cibo nei loro piatti… Sono scodellatrice!»
«E con quanto la ricompensano, Lina?»
«150 Euro…»
(sottovoce) «Lina, ma come fa a mangiare?»
(sporgendosi verso di me e con un filo di voce) «Beh, sa... mi me prendo qualcosa dal pranzo e la mangio la sera…»
«Ma i suoi figli non possono darle una mano?»
«Ma sa, gan tanto da fare… gan la famiglia… non gan tanto tempo… e poi mì, mì no me vòi dar loro tante preoccupazioni… finché ce la fò da sola...»
Ci guardiamo: i suoi occhi scintillano. Ci abbracciamo.
E’ una signora alta, robusta, vestita di blu, del più bel completo che ha in casa. L’unico completo che ha.

Se solo sapessero i cavalieri, i grandi ufficiali, i consiglieri, i ciambellani di corte, i grandi scodellatori… se solo sapessero veramente che siamo tutti a servizio gli uni degli altri… se solo si mescolassero un po’ alla gente comune… se solo si fermassero ad ascoltare le persone che regalano loro un voto, le persone comuni… che in questa giostra vogliono inconsapevoli e disarmati.






















Postato da Fedorablog | 01:42 | commenti


• 18/03/2004 •
 
Delitto e castigo
Categoria: Rivoluzione Umana

Quando era in vita, mio padre mi ha spesso raccontato ciò che era rimasto impresso sui suoi occhi di bambino e sul suo cuore di uomo dei giorni dell’occupazione tedesca, il fracasso nel suo petto quando ragazzino pedalava più in fretta che poteva per correre più veloce delle bombe che raggiungevano San Lorenzo. Le corse dei grandi coi bambini nelle cantine, le corse dei bambini sui tetti delle case a San Giovanni per vedere da un lato i tedeschi che si ritiravano, dall’altro gli americani che entravano a Roma.
Un mio amico sopravvissuto ai campi di stermino racconta ancora nelle scuole tante cose ora conosciute a tutti ma spesso dimenticate.
Una mia amica di religione ebraica mi ha raccontato che una parte della sua famiglia è scappata in America e di altri non ha più notizie.
Mia madre ha sempre evitato attentamente l’argomento. Perfino di fronte ad un film o ad un documentario in proposito fugge via. Le uniche cose che mi ha raccontato sono state le interminabili code per riempire le otri a una fontanella che gettava un filino d’acqua, il silenzio, il buio e, finalmente, un paio di scarpe nuove, le scarpe che non avrebbe condiviso con nessuna delle sue sorelle, le sue scarpe, regalatele da sua zia nei giorni della ricostruzione: appena uscita felice dal negozio, le vide sciogliersi ai suoi piedi sotto uno scroscio di pioggia. Una sua amica di infanzia mi disse tanti anni fa: “Ringrazia sempre tuo padre e tua madre… a noi, ci sono stati spezzati i sogni.”

Nessuna guerra porta alla giustizia. Non esiste una guerra giusta. La guerra è la guerra. Non è né pacifica né pacificante né giusta. È guerra. E non c’è bisogno di viverla di persona per saperlo: basta solo vivere per sapere che “la vita ti porterà alla vita”.


Postato da Fedorablog | 01:08 | commenti


• 31/12/2003 •
 
Tende
Categoria: Poesia

Nell'ultima notte che ci accompagna, riaffioro: ogni giorno desidero sia capodanno, ogni attimo voglio che il sole baci tutti. Ma poi, d'improvviso, un forte vento, lo scotimento della terra o gli eserciti o le fabbriche del latte o governanti dimentichi del popolo, spazzano vite e spezzano cuori e pensieri.
Oltre la verità, oltre la giustizia, l'unico motivo per insistere è per me scovare la poesia e... vivere.
E allora offro in omaggio molto più che premi a punti:

"Invano il mare fa tutto un viaggio
dal fondo dell'orizzonte
per venirti a baciare i piedi saggi.
Tu li ritrai
sempre in tempo.
Tu taci, io non dico niente,
non pensiamo nemmeno più, probabilmente.
Ma le lucciole a poco a poco
hanno tirato fuori dalla tasca
la lampadina apposta per far brillare
sopra i tuoi occhi calmi quella lacrima che un giorno ho dovuto bere.
E' ben salato il mare.
Una medusa bionda e azzurra
che vuol istruirsi diventando triste
attraversa i piani gremiti del mare
nitida e chiara come un ascensore
e scappuccia la lampada a fior d'acqua
per vedere te che fingi sulla sabbia
con l'ombrello, piangendo,
i tre casi d'uguaglianza dei triangoli."
(Leon-Paul Fargue)



Postato da Fedorablog | 00:36 | commenti


• 19/10/2003 •
 
Il vero cuore
Categoria: Riflessioni

« Il livello d'attenzione è sempre alto » ci fa sapere il "nostro" Ministro degli Interni, dopo le minacce di Bin Laden.
Il Ministro Gasparri dice che chi vedrà il film TV su Madre Teresa sarà invitato a pensare alle “ragioni del bene” e il direttore di RAI1, Fabrizio Del Noce, che ci viene offerto l'obbligo di pensare.
Bush a Bangkok dal canto suo ribadisce il suo intento di portare ordine in Iraq.
Ieri, al supermercato, una signora molto anziana ha chiesto gentilmente alla cassiera di verificare lo scontrino e vedendosi restituire 5 Euro di carta ha detto:
« Grazie tante signorina… sa, sono sempre 5.000 lire… »(!)
I governi congelano vite umane incutendo paura e privando di informazione, cultura e letteratura.
Muoiono i poeti: le loro metafore e quelle dei santi e dei saggi stentiamo ad ascoltarle... Rifletto... talvolta accade...
E ripenso a Gandhi. Un giorno fu convocato da un generale dell'esercito inglese che gli domandò minaccioso:
« Cosa crede di fare? »
« Restituire all'India la libertà! »
« E come crede di riuscirci? »
« Con il suo aiuto, amico mio! » rispose calmo il Mahatma.

Basta che una persona si alzi e tutto cambia.
L'importante è che si alzi chi ha a cuore la felicità delle persone.

Postato da Fedorablog | 02:20 | commenti (3)


• 30/08/2003 •
 

Categoria: Dilemma

Ebbra
di cocenti fumi,
non ahimè d’amore
ma di rorida temperatura,
scòcco qualche pensiero
che si muove diagonalmente
come il mio brillo incedere odierno.

In questo giorno (ma anche in molti altri) in cui due uomini di stato si incontrano nella depredata Sardinia come due cari amici, fratelli direi, non una donna partecipa tra loro: perché? Forse che tra pirati non v’è accesso per loro?
Durante uno dei suoi logorroici monologhi cui sottopone chi ha la ventura di vegliar di notte, Enrico Ghezzi si appalesa per una volta in sinc con la sua voce, e mostra alle sue spalle il fermo immagine di un nudo tronco di donna sdraiata sul letto con “la parte” – nuovo epiteto da lui coniato – in primo piano. Credo sia un fermo immagine di un film di J.L. Godard ma il dubbio resta: perché quella visione?
Al Festival di Venezia ha partecipato il film di una donna di 15 anni: quando lo hanno proiettato, non ha potuto entrare in sala perché il suo film non aveva ancora avuto il visto della censura. Ma non basta. Durante una intervista è stato chiesto alla giovane regista: “Il suo primo cortometraggio lo ha girato a 8 anni: ma perché lei non gioca con le bambole?”.
Ma che modo è?
Oggi si è infine avuto conferma che “finalmente” sarà cambiata la Costituzione Italiana: il Senato nominerà una percentuale dei componenti il Consiglio Superiore della Magistratura e il Presidente del Consiglio avrà più poteri. Ma la nostra, non era la migliore Costituzione del mondo a sostegno della democrazia?
“… Voglio baciare le tue labbra… forse trattengono abbastanza veleno per lasciarmi morire… l’amore va verso l’amore con l’aria felice che hanno gli scolari all’uscita da scuola… sono nati due scolari avversati dagli astri… “: è la TV notturna di Ghezzi che in sottofondo parla da sola, “Romeo e Giulietta”, sicuramente, Godard…

Nonostante questa, come dire, tensione all’AMORE
l’afa non consente il passaggio all’azione;
nonostante questa tensione alla MORTE
la mia vita, finché è viva, gli si opporrà sempre.
Nonostante... i miei dubbi restano:
ci deve pur essere un modo per cambiare noi e il nostro mondo in meglio!

Postato da Fedorablog | 02:16 | commenti (3)


• 21/08/2003 •
 
Il Punto Zeta
Categoria: Ribelli

Ieri sera sono stata sequestrata. Mi sono ritrovata imbavagliata, seduta su una sedia, polsi e gambe bloccate: negli occhi lo stesso attrezzo usato in “Arancia Meccanica” per tenerli sempre aperti.
Il mio sequestratore, sicuro di sè, mi ha detto:
« Non puoi non vederlo » e ha inserito nel videoregistratore un capolavoro di Michelangelo Antonioni.
Dopo 15 minuti dall’inizio ancora non ero dentro il film, figuriamoci quanto fossi fuori di me. Fremevamo e cominciavamo a saltare a tempo di musica, io e la sedia, solo che anche la colonna sonora mi stava stendendo a occhi aperti.
«Pietà» ho chiesto al mio compagno/sequestratore.
«Okay, prendiamoci una pausa caffè. Poi si ricomincia: sta per arrivare il bello».
Quando poi i due protagonisti fanno l’amore in un deserto sconfinato e improvvisamente essi stessi si moltiplicano come il pane e i pesci, mi sono resa conto che "polvere siamo e polvere torneremo" ma stavolta, invece di fuggire, ho abbandonato sarcasmo e ironia e mi sono lasciata andare...
“Zabriskie Point” è un'opera d'arte del 1970 che lascia storditi.

La cosa che non mi spiego è come mai ad uno dei cosceneggiatori, Tonino Guerra, ora si permetta in uno spot che due piccioni gliela facciano sul viso.

Postato da Fedorablog | 01:52 | commenti (3)


• 16/08/2003 •
 
Un bel dilemma...
Categoria: Dilemma

Roma, 13 Agosto
ore 15.50 - Filiale di Banca Intesa.
Trionfante, con in mano un assegno dell'INPS di Milano relativo a conti del 2001 (!), infilo la borsa nei cassetti di sicurezza, chiudo a chiave, faccio per entrare ma le porte automatiche sono bloccate. Spalmo la mia faccia sulla parete di vetro che separa l'entrata dagli uffici e urlo:
« POSSO ENTRARE? SONO ANCORA LE 4 MEno... 7.»
« VERAMENTE SONO LE 4 MENO 10! » (è ironico???)
« CHE DEVE FARE? » mi risponde gridando l'impiegato dall'altra parte del vetro. Davanti a sé ha un cliente in attesa.
« DEVO CAMBIARE UN ASSEGNO » dichiaro gesticolando. L'impiegato si alza infastidito dalla cassa e mi viene incontro.
« Mpf...faccia ...mpf... vedere... mpfff » si avvicina sbuffando come una locomotiva.
Mostro il mio assegno spiaccicandolo sul vetro insieme alla lettera d'accompagno. L'impiegato è davanti a me, ci separa solo la parete di vetro antiproiettile.
« 4MILA SONO TROPPI! » mi urla da dentro « EPPOI E' FUORI PIAZZAAAA...COMUNQUE NON DISPONIAMO DI 4MILA EURO! » dice sempre urlando « 4MILAEUROSONOUNACIFRATROPPOALTAAA! » (Ma perché urla?! Siamo uno di fronte all'altra e ci separa solo il vetro...)
« ...E ora come faccio? Ho un conto in comune: non voglio versarlo là... »
« Ah... mpf » mi dice girando su se stesso e, allontanando il proprio altezzoso rimorchio dal vetro antiproiettile, «...QUESTOE'UNPROBLEMASUOOOO!...pfff » e scompare indifferente dietro una collina di carte.
Ma va?!

ore 16.30 - Nel magniiiifico giardino della villa della Signora del Maniero: qui abito in 35 mq.
La Signora sta innaffiando il verde tutt'intorno e la avviso del mio ritardo sul pagamento dell'affitto:
« Si tratta di aspettare solo qualche giorno... il tempo di un bonifico! »
« Caaaara, ma questo è un problema suo! »
Ma va...

ore 17.30 - Casa di mia madre.
Mio cugino mi racconta che non sa dove ricovererà il padre per l'ennesima volta:
« Mi sono rivolto al suo vecchio psichiatra. Gli ho detto che non so come fare perché papà non può più tornare nella stessa clinica: non lo vogliono più vedere. Sai che mi ha risposto? "Questo é un problema suo!" »
Ma dai!

ore 18.30 - Al telefono.
Mi chiama Ignazio e racconta:
« Sono nei guai. E' da stamattina che ho la cucina allegata. Aspettavo l'idraulico alle 3... mi chiama alle 3 e mezza e mi dice "Mi scusi, tardo un paio d'ore... sa, non trovo un pezzo di ricambio" "Beh," dico io "questo è un problema suo!"
« No, davvero Ignazio gli hai detto così? »
« Certo! E lo sai lui che mi ha risposto? "A sì? E' un problema mio?! Allora se ne trovi un altro di idraulico!" »
In gamba l'idraulico, però! Mi dai il numero?

Quand'è che oltre ai nostri umori, ai nostri sentimenti, ai nostri odori, quand'è che ci mescoleremo veramente e il tuo problema sarà anche mio ed il mio tuo?

Postato da Fedorablog | 01:50 | commenti (5)


• 08/08/2003 •
 
I Sopravvissuti
Categoria: Roadmap

Caldo torrido, ma questa non è una novità da nessuna parte.
Il vagone della metro viaggia con i pochi sopravvissuti in città:
una coppia di italoafricani si rilassa languidamente sui sedili e parlotta sottovoce;
una coppia di slavi discute in piedi e in un angolo, a voce spiegata di qualche problema di lavoro, si direbbe: gli altri abitanti il vagone si limitano a girare le teste in simultanea verso di loro;
una coppia di militari domanda qual'è la fermata giusta per Piazza di Spagna e l'unica risposta ricevuta è uno sfiatato «....ete sbagliato metro!».
Gli altri non in coppia ma in ordine sparso si guardano intorno, perduti.
E' a questo punto che a tutto volume parla l'unica voce che nessuno voleva ascoltare: « Circo Massimo prossima fermata Colosseo... Circo Massimo next stop Colosseo », metallica e fredda come sempre ma...
Entra un uomo alto, vestito poveramente ma dignitosissimo. E' indiano: ha un carrellino con sé. Armeggia con aggeggi e fili diversi e slashh!... tira fuori da sotto la giacca un violino vecchissimo e sbeccato cui è appiccicato con lo scotch di carta un filo che termina, passando per il carrello, in un piccolo registratore usato come cassa. Schiaccia il pulsante di un vecchio walkie talkie, parte la base e...'taca maestro! "Every body loves somebody sometimes..." Qualcuno tira fuori dalle tasche 10/15 cent che crescono in 30/50 man mano che continua a suonare: queste sì che son prove di coraggio! Van premiate!... fino all'immancabile "My Way". Poi il musicista passa a raccogliere le monete lasciando un sottofondo di samba: organizzatissimo però! Il ragazzo italoafricano si incarta con il portafoglio: per risolvere in fretta l'empasse, estrae 5 euro. « Mamma mia! » risponde il violinista e sguscia felice in fretta e furia fuori dal vagone.
La ragazza guarda il suo uomo: non sa se essere felice o imbarazzata.
Si torna a casa.
Schwartzenegger si candida a governatore della California.
Ma il cinema, come dice quel Marzullo, è nato perché la vita non è mai come l'abbiamo immaginata?

Postato da Fedorablog | 01:35 | commenti (3)


• 07/08/2003 •
 
Quanto fa?
Categoria: Matematica

• Nel 1976 sono andata a Londra per "imbruv bai inglisc": avevo un fortissimo raffreddore e così la famiglia che mi ospitava come baby sitter adolescente, per timore di una "epidemia" tra i bambini, mi ha isolato nell'appartamentino accanto al loro. Là ho trascorso 2 delle 6 settimane di soggiorno, guardando la TV e mangiando cereali. Mio padre voleva venirmi a prendere: «Mandali a quel paese! Vengo lì e ti porto via! » (e sì che aveva paura dell'aereo). Ma tornai dopo due mesi.

• Nel 1978 sono tornata a Londra, ospite in un Ostello di Suore Spagnole: 150 ragazze con l'obbligo di rientrare entro le 24.00. Se tardavi, potevi urlare (accadde), battere i pugni sul portone d'entrata (accadde) o essere aggredita (a qualcuno accadde), non c'era un Cristo che ti apriva la porta!

• Nel 1980 mi sono innamorata di un uomo più grande di 14 anni: l'ho atteso invano 3 ore all'appuntamento prima di trascorrere 1 week-end pasquale e la nostra prima notte insieme perché, dice ora, «Ti volevo veramente bene.»

• Nel 1987 a Boston un ragazzo di 23 anni, per fare il figo, ha affittato una Limousine, sniffato 1 polverina, bevuto per 3, per condurre me ed altre 2 ragazze inglesi a 1 concerto di Madonna.
20 giorni dopo sono andata da sola ad ascoltare gli U2.

• Nel 1989 è volato via mio padre: 120 chili in 1,85 di altezza, 59 anni, 1 cuore debole, 1 animo poetico...
Così, come accade a tutti, sono cresciuta: 1 + 1 non fa 2.

Postato da Fedorablog | 01:24 | commenti (1)


• 05/08/2003 •
 
La Signora del Maniero
Categoria: Teatro - Cinema - Spettacolo

Era il giorno del solstizio d'estate di un anno fa.
In occasione di una ricognizione per la conquista di una nuova casetta, avvolta in una lieve mantella color pesca, consegno alla padrona di casa un magnifico mazzo di rose rosse. Un'amica in partenza mi ha segnalato come nuova e fidata inquilina.
« Sa, sono così felice di passare dal centro della città ad un posticino così ameno e silenzioso, elegante ed educato... »
Sono in piedi, sul primo degli scalini d'ingresso alla villa; la Signora è in alto, sull'ottavo scalino.
« Ohhh, ma così mi commuoveeee! » fa lei con voce infantile.
Mi appresto a vivere nella dependance di questa "magnifica" villa che, come dice la Signora del Maniero:
« L'ho arredata io, sa!... Sono architetto, IO, ed è sfruttata in ogni più piccolo spazio: come ha notato... ha il pavimento in cotto, le maioliche in porcellana bianca, la cucina in muratura... certo manca la cappa ma altrimenti rovinava l'esteeetica! »
« Mah, non vorrei fosse un po' umida dato che è un tantino seminterrata ed è circondata da questo grande giardino. »
« Le piace il giardino? L'ho pensato IO così... sa, sono architetto d'interni ma anche di esterni, IO. Quest'angolo di giardino terrazzato, vede questi 9mq circondate da piante? Questo spetta a lei. IO ho seminato tutt'intorno piante, piantine, alberi e cespugli, viole e violacciocche tuuutte bianche in onore di Virginia Woolf. Lei legge Virginia Woolf, non è vero, caaara? »
« Senza meno, Signora. Ma ha bisogno di cure il giardino, no? »
« Vede caaara, in inverno e in autunno non molto; d'estate ho l'innaffiatoio che scatta alle 2 di notte, alle 3 di notte, alle 5e15 del mattino. Poi, naturalmente, IO gli do' una innaffiatiiina alle 10 del mattino e alle 7 del pomeriggio, altrimenti le piante si sciupano.»
« Ecco... appunto... non vorrei trasud... fosse un po', come dire...umidina... »
« Noooo, d'estate è freschiiiiissima e d'inverno caldiiiiissima »
« Va bene, tutt'al più metterò un deumidificatore! Sa, vedo una macchia là... è che... ecco... ho veramente bisogno di un nido, voglio proprio andare via dal centro! ».
« Ceeerto cara... e senta... Vogliamo stendere un contratto o... sa, caaaara, con tuuutte le tasse e le speeeese che ho... »
« Possiamo anche prendere un accordo tra di noi e, magari lei, cara Signora del Maniero, può venirmi incontro sul prezzo... da parte mio, io posso portare la lavatrice su misura, il frigo su misura, pentole, piatti e posate su misura: così, quando rinasceranno i 7 nani avranno già il corredo pronto! »
« Braaava! Allora facciamo 650 euro più le spese di gas e luce e riscaldamento... »
« A quanto ammonteranno in 35mq per 3 termosifoni e 5 lampadine tutte a basso consumo? »
« Behhhh, dato che le vengo incontro facciamo... 50 euro d'estate più altri 50 euro d'inverno!... al mese s'intende... con tuuutte le spese che ho! »
Caspiterina! Più che vivere in un buco, vivrò un buco nero, ma che dire d'altro... Almeno sarà un posticino ameno e silenzioso, elegante ed educato...
« Grazie Mille, Signora del Maniero... ».

Postato da Fedorablog | 14:50 | commenti


• 03/08/2003 •
 
Il Mio Primo Post
Da ora c'è anche Fedora!

Solo il tempo di una aggiustata e poi via... verso una meta amata.

Postato da Fedorablog | 01:22 | commenti



 
 
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